sabato 3 maggio 2008

Oggi, in fabbrica...

Oggi mi sono trovato in una fabbrica vecchio stampo, di quelle che hanno segnato la storia operaia italiana. Una di quelle fabbriche in cui l'aria è intrisa di lotta di classe e di rivendicazioni sindacali. Eppure... Parlando con uno dei vecchi operai, ormai prossimo alla pensione, mi dice "l'ultimo regalo del Prodi: la dicitura non trasferibile sugli assegni"... Sono rimasto un'attimo in silenzio, un po sbigottito, un po smarrito. In pochi istanti molti pensieri si sono affacciati nella mia mente. I mesi del governo Prodi, le falsità di Berlusconi anche attraverso i suoi mezzi di comunicazione, le recenti elezioni con la sconfittà della sinistra e il successo della destra... Ma come?! Un'operaio è contro la dicitura "NON TRASFERIBILE" sugli assegni... Ma cosa gli cambia?! Si rende conto che tale dicitura evita il riciclaggio del denaro sporco e altri utilizzi frudolenti del denaro che non riguardano la classe operaia ma il sistema conomico-politico mafioso. Mi sarei aspettato un "finalmente!" e invece mi ritrovo con quell' "ultimo regalo". Poi continua, "se avesse fatto prima questa porcheria delle dichiarazioni dei redditi on line, sarebbe caduto prima!". Rimango sempre più sbigottito... I redditi di un operaio si aggirano sui 15.000 euro netti l'anno e non c'è nulla da nascondere. Proprio in questi giorni i giornali hanno evidenziato che un italiano su due vive con un reddito netto inferiore ai 15.000 euro l'anno. Altre categorie guadagnano di più e dichiarano di più. Alcuni però guadagnano tanto, troppo, e dichiarano di essere vicino o sotto la fascia della povertà. I dati dei redditi dovrebbero essere naturalmente alla portata di tutti e non dovrebbe essere certo la classe operaia a lamentarsi che le dichiarazioni dei redditi - che un'operaio non fa - siano online.
Qualcosa non funziona. Bisognerebbe spiegarlo a quell'operaio e a tutti gli altri operai d'italia. Certo la sinistra a deluso e delude da anni. Ma non sarà certo un'imprenditore a salvare le sorti della classe poitica italiana. Tanto meno un'imprenditore che non ha mai mantenuto le sue promesse e che detiene il monopolio dell'informazione. In Italia è in pericolo non solo la libertà di stampa ma la libertà di pensiero... Perchè la gente non pensa più: accetta le notizie che passano i telegiornali senza vagliarle con spirito critico e i risultati sono quelli che sono, lo dimostrano le ultime elezioni...

1 commenti:

noblogo ha detto...

... della apparentemente misteriosa campagna contro gli assegni con il "NON TRASFERIBILE" ne parlavo ieri sul mio blog ...
c'è un modo di far politica "a mezza bocca" mai abbastanza valutato dalla sinistra ...